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DESIGN: verso la fine della protezione delle parti di ricambio Stampa E-mail

La Direttiva 98/71/CE sulla protezione del Design Comunitario aveva concesso transitoriamente ai Paesi Membri di continuare a garantire la tutela delle cosiddette parti di ricambio, ovvero componenti di un prodotto complesso. L'Italia non si è avvalsa di questa facoltà, come sancito dall'Art. 241 del Codice della Proprietà Industriale del 2005, mentre, ad esempio, la Francia, ha continuato a prevedere questo tipo di tutela, in particolare a difesa della propria industria automobilistica.

La stessa Direttiva conteneva un impegno a rivedere questa norma, trascorso un perido minimo di tre anni dall'entrata in vigore. A suo tempo, la Confindustria si era espressa affinché questa tutela venisse introdotta a livello comunitario, almeno finché non fosse trascorso un determinato periodo di tempo dalla data di registrazione del disegno o modello, mediante una sorta di clausola di riparazione.

Recentemente, il Comitato per gli Affari Legali del Parlamento Europeo ha approvato un rapporto in favore di una proposta di modifica che prevede la fine della protezione delle cosiddette parti di ricambio, ad esempio proprio per auto (il settore più sensibile a questa norma) ma anche per altri componenti di macchinari. Lo scopo di questa proposta è quello di liberalizzare il cosiddetto mercato secondario dei pezzi di ricambio, per aprirlo ad una maggiore concorrenza da parte di fornitori che avranno così la facoltà di introdurre sul mercato componenti per veicoli identici ai ricambi originali, senza che sia violata alcuna privativa industriale su disegni e modelli. Il Comitato ha anche proposto, per bilanciare gli effetti di tale proposta, un periodo di transizione di cinque anni prima della completa liberalizzazione del mercato dei ricambi. A tale proposito, verrà inserita una norma che obbliga la menzione dell'origine del ricambio, per consentire a consumatore la distinzione tra un ricambio originale, ed un ricambio di altra provenienza.

per maggiori informazioni:

http://www.europarl.europa.eu/oeil/FindByProcnum.do?lang=2&procnum=COD/2004/0203

(10 dicembre 2007)