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| Brevetti Italiani: dall'estate il via alla ricerca di merito |
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Tutte le domande di brevetto che saranno depositate dal 1° Luglio 2008 saranno soggette ad un nuovo programma di ricerca di merito, promosso da un accordo di collaborazione tra l'Ufficio Italiano Brevetti e Marchi e l'Ufficio Europeo Brevetti. Pertanto, in Italia le domande di brevetto non saranno soggette solamente ad un esame basato, come avveniva prima del 2005, sulle conoscenze personali di un esaminatore o di tipo esclusivamente amministrativo. Al contrario, per ciascuna domanda verrà effettuata una ricerca sostanziale da parte dell'Ufficio Europeo Brevetti, ovvero dal massimo organo continentale in materia di ricerche brevettuali. Nelle intenzioni alla base di questo accordo, tale ricerca sarà quindi equivalente a quella realizzata per una domanda di brevetto europeo. sulla falsariga di quanto avviene in Francia. Tuttavia, non sono ancora chiare le modalità con cui questa ricerca verrà inclusa nel processo di esame, anche perché non si hanno notizie certe sull'adozione di un Regolamento Attuativo del Codice Unico sulla Proprietà Industriale del 2005, il quale dovrebbe anche introdurre nella pratica l'opposizione ai marchi da parte di terzi, e la recente crisi di governo potrebbe lasciare molte aspettative deluse. Comunque, dal 1° luglio dovrebbe essere obbligatorio, al deposito della domanda di brevetto, il pagamento di una nuova tassa di traduzione, per un ammontare di € 200,00, allo scopo di coprire i costi di quella che dovrebbe essere una traduzione automatica delle rivendicazioni della domanda di brevetto. Infatti, ricordiamo che, a differenza del Francese, l'Italiano non è una lingua ufficiale dell'Ufficio Europeo Brevetti. Una ricerca di merito basata su una traduzione automatica sembra un'idea alquanto bizzarra, ma in effetti il titolare della domanda sarà incentivato a far da sé la traduzione, risparmiando così il pagamento di questa nuova tassa. In aggiunta, sarà dovuta una tassa di rivendicazione (Claim Fee) sulla falsariga di quanto oggi in vigore per le domande di brevetto europeo: € 45,00 per ciascuna rivendicazione oltre la decima. Se l'importo di questa tassa dovesse seguire l'evoluzione europea, il suo ammontare dovrebbe essere di € 200,00 a partire dalla sedicesima rivendicazione, anziché l'undicesima. Con gli importi previsti, la tassa dovuta al deposito per una domanda di brevetto italiana con 20 rivendicazioni passerà da € 50,00 (con il deposito telematico) a € 700,00 (€ 500,00 con la traduzione fornita dal titolare). Non sarà dovuta quindi nessuna tassa di ricerca (ora, a livello europeo, l'ammontare di questa tassa è di € 1.000,00) ed il costo della ricerca, stimato in circa duemila Euro, sarà finanziato dallo Stato Italiano (cioé dai contribuenti italiani). Quindi, la buona notizia è che questa procedura costerà relativamente poco, e sarà possibile ottenere uno sconto sostanziale sulle domande di brevetto europeo e sulle domande internazionali di brevetto che saranno basate su una domanda italiana. La notizia per certi versi meno buona è che tale contributo verrà offerto non solo ai titolari italiani ma anche ai titolari stranieri i quali, se vorranno, potranno approfittare di questa ricerca low-cost. L'Ufficio Italiano Brevetti e Marchi stima in circa 10.000 le domande di brevetto che, ogni anno, accederanno a questa procedura, con una spesa per lo Stato di circa 20 milioni di Euro,un importo che dovrebbe essere comunque coperto ampiamente dalla reintroduzione delle tasse annuali di mantenimento, avvenuta nel 2007. Non resta che sperare che la parte eccedente venga al più presto utilizzata per dotare l'Ufficio Italiano degli strumenti di consultazione disponibili ormai in quasi tutti gli Uffici Brevetti esteri, ad esempio pubblicazione telematica delle domande di brevetto, consultazione telematica dei fascicoli brevettuali e così via. |

